Il Net Service Digital Hub è situato nel cuore di Bologna, in un palazzo signorile che possiede da sempre una spiccata vocazione per l’innovazione e l’eccellenza.
Un hotel di lusso, che ha segnato la storia del capoluogo emiliano grazie alla qualità dei servizi offerti e agli illustri viaggiatori, provenienti da ogni parte d’Europa, che ospitò nel corso del tempo. Tra i nobili e gli intellettuali che lo attraversarono, ricordiamo Giacomo Casanova, Charles Dickens e, soprattutto, Lord Byron (Londra, 22 gennaio 1788 – Missolungi, 19 aprile 1824), il cui soggiorno del 1819 è ricordato sulla lapide ancora visibile nella hall del palazzo. Il testo commemorativo riportato sulla lastra fu commissionato nel 1886 a un altro insigne poeta, Giosuè Carducci, dall'allora proprietario Francesco Ravaldoni:
Qui / in Agosto e Settembre MDCCCXIX / albergò / e per la libertà congiurò / Giorgio Gordon Lord Byron / che alla Grecia la vita /all’Italia die’ il cuore e l’ingegno / del quale / niuno surse tra i moderni più potente / d’accompagnare alla poesia l’azione / Niuno più inclito e pietoso / a cantare le glorie e le sventure / del nostro popolo. / A ricordo / con gratitudine d’Italiano / Francesca Ravaldoni / pose / MDCCCLXXXVI / G.Carducci
Si racconta che quell’anno Lord Byron – personalità di spicco nella cultura del Regno Unito e, probabilmente, il poeta più illustre del secondo Romanticismo – giunse a Bologna a bordo della sua carrozza bianca, direttamente da Venezia, e che in seguito ci tornò spesso per incontrare Jessie White Mario, allora impegnato nella stesura della biografia di Garibaldi.
Una stanza confortevole e completa di «tutti i comodi moderni», come riporta la Guida illustrata di Bologna - Storica artistica industriale del 1892 (Edizioni Tipografia Successori Monti):
«L'Albergo del Pellegrino è degno di nota per la specialità che presenta la sua facciata, la quale nella metà inferiore è tutta di marmo. Internamente questo Albergo presenta tutti i comodi moderni possibili, sia dal lato della più scrupolosa nettezza, come da quello della più assoluta proprietà. Nel vestibolo, una lapide ricorda che in questa Casa ha albergato Lord Byron. Nel secolo scorso qui pure presero stanza la maggior parte dei Sovrani d'Europa».
La facciata cui fa riferimento la guida non esiste più, ma è merito di Ravaldoni se viene ancor oggi ricordata. Fu infatti proprio lui a farne ricoprire di marmo la parte inferiore nel 1887, restituendo all’intero palazzo, a solo un anno di distanza dall’inserimento della targa in onore di Lord Byron, un'altra raffinata finitura e un aspetto ancora più signorile e prestigioso.
Ai tempi, a distinguere l’Albergo del Pellegrino dagli altri edifici della via non furono però solo la facciata e la lapide commemorativa, ma anche la scalinata d’ingresso, costruita in quegli stessi anni. Anch’essa realizzata interamente in marmo, questo gioiello architettonico è giunto fino ai giorni nostri, sopravvivendo ai lavori di ampliamento di via Ugo Bassi effettuati negli anni Venti del Novecento, che portarono alla parziale demolizione del palazzo.
In questi termini, è facile creare analogie tra i «comodi moderni» di ieri, messi a disposizione di nobili e intellettuali dall’Albergo del Pellegrino, con le più evolute tecnologie digitali che vengono oggi portate qui e messe a disposizione da Digital Hubber e Aziende interessate ad avviare un reale processo di Digital Transformation o ad approfondire la propria cultura digitale.
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